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Sukarno
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mwbgSukarno, pseudonimo di Kusno Sosrodihardjo (Surabaya, 6 giugno 1901 – Giacarta, 21 giugno 1970), è stato un politico indonesiano, primo Presidente dell'Indonesia.
Aiutò la nazione ad ottenere l'mwcqindipendenza dai mwcgPaesi Bassi e fu presidente dal mwcw1945 al mwda1967, assistendo in quel ruolo all'alterno successo nella turbolenta transizione all'indipendenza. Presidente d'ideologia mwdqnazionalista, Sukarno fu costretto ad abbandonare il potere da uno dei suoi mwdggenerali, mwdwSuharto, cui venne concesso il titolo formale di presidente nel marzo 1967.
Il nome di Sukarno viene talvolta scritto come mweqSoekarnocite-ref-1[1] e gli indonesiani lo ricordano anche come mwfgBung Karno. Come molte persone dell'mwfwisola di mwgaGiava, non aveva un mwgqcognome. mwggMegawati Sukarnoputri, ex presidente indonesiana, è sua figlia.
Contents
• Note
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Biografia
Origini e formazione
Figlio di un nobile dell'mwiwisola di Giava e della sua moglie mwjabalinese della mwjqReggenza di Buleleng, nacque a mwjgSurabaya (anche se diverse fonti dicono che nacque a mwjwBlitar, nella parte orientale di Giava) nelle mwkaIndie orientali olandesi (l'odierna mwkqIndonesia).
Venne ammesso da bambino in una scuola coloniale olandese.
La lotta per l'indipendenza
Sukarno divenne un capo del movimento indonesiano per l'indipendenza, mwmwPartai Nasional Indonesia, fondato nel 1927. Si impegnò nella lotta per l'indipendenza dall'Olanda, pensando che il mwnqGiappone avrebbe cominciato una guerra contro le potenze imperialiste occidentali e che Giava poteva ottenere la sua indipendenza con l'aiuto giapponese; venne tuttavia arrestato nel 1929 dalle autorità coloniali olandesi e condannato a due anni di prigione. Quando venne rilasciato era diventato un eroe popolare. Negli mwnganni trenta venne arrestato ancora diverse volte e stava scontando una condanna su un'isola quando il Giappone prese il potere a mwnwGiacarta nel mwoa1942.
L'occupazione giapponese e la resistenza
Sia a mwowSumatra che a mwpaGiava c'erano forze che aiutarono i giapponesi contro gli olandesi, ma non collaborarono nel fornire il carburante per l'aviazione, che era così essenziale allo sforzo bellico giapponese. Bisognosi dell'appoggio locale per rifornire i mwpqcargo, i giapponesi riportarono Sukarno a Giacarta.
Anche se Sukarno si rifiutò sempre di parlare delle sue azioni nel corso della guerra, si deve notare che al suo ritorno e grazie all'uso della radio giapponese e di reti di altoparlanti installate su tutta Giava, i giapponesi ricevettero il loro carburante oltre a delle mwpwRomusha (unità di lavoratori volontari) e a delle mwqaPeta e mwqqHeiho (truppe di volontari di Giava), che alla metà del mwqg1945 ammontavano a circa due milioni, e si preparavano a sconfiggere qualsiasi forza Alleata inviata a riconquistare Giava.
La presidenza della Repubblica e la Panca Sila
Dopo la sconfitta giapponese, Sukarno proclamò la Repubblica di Indonesia il 17 agosto mwsw1945. La visione di Sukarno per la costituzione indonesiana del 1945 era riassunta nella la mwtamwtqPanca Sila (in mwtgsanscrito: "cinque pilastri").
Tuttavia il parlamento indonesiano, fondato sulle basi di questa costituzione originale (e successivamente rivista), si dimostrò ingovernabile. Ciò era dovuto alle differenze inconciliabili tra le varie fazioni sociali, politiche, religiose ed etniche.
Nel caos che seguì, tra le varie fazioni e i tentativi olandesi di ristabilire il controllo coloniale, le truppe dei Paesi Bassi catturarono Sukarno nel dicembre 1948, ma furono costrette a rilasciarlo dopo il mwuqcessate il fuoco. Egli fece ritorno a Giacarta il 28 dicembre mwug1949.
Nel 1955 ospita la mwvaconferenza di Bandung che getterà le basi per la nascita del mwvqMovimento dei Paesi non allineati.
Ci furono ulteriori tentativi di mwvwcolpo di Stato contro Sukarno nel 1956. Nel tentativo di ripristinare l'ordine, Sukarno fondò quella che chiamò "democrazia guidata", nella quale detenne un sempre maggior potere esecutivo, mantenendo al tempo stesso un parlamento multipartitico.
La svolta autoritaria
Durante quest'ultima parte della sua presidenza, Sukarno si trovò ad affidarsi sempre più all'esercito e all'appoggio del mwwgPKI - il mwwwPartito Comunista Indonesiano.
Il 30 novembre mwxq1957, ci fu un attacco condotto con delle granate contro Sukarno, mentre egli stava visitando una scuola a Giacarta. Sei bambini rimasero uccisi, ma Sukarno non subì alcuna grave ferita. In dicembre ordinò la nazionalizzazione di 246 imprese nederlandesi. In febbraio iniziò la repressione dei ribelli del PRRI (mwxgPemerintah Revolusioner Republik Indonesia) a Bukittingi. Nel corso degli anni seguenti stabilì il controllo governativo sui media e sulle case editrici e purghe contro i residenti cinesi. Il 5 luglio mwyq1959 ripristinò la costituzione del 1945, dissolse il parlamento, piegandolo ai suoi voleri e assumendo il pieno potere personale in qualità di primo ministro. Chiamò questo sistema di governo per decreto mwygManifesto Politik o mwywManipol. Mandò al confino i suoi avversari.
Negli mwaganni cinquanta aumentò i legami con la mwawRepubblica Popolare Cinese ed ammise più comunisti nel suo governo. Iniziò anche ad accettare quantità sempre maggiori di aiuti militari mwbasovietici. Nel marzo mwbq1960 Sukarno dissolse l'Assemblea eletta e la sostituì con una nominata ed in agosto ruppe le relazioni diplomatiche con i Paesi Bassi a causa della mwbgNuova Guinea Olandese (Papua Occidentale).
Dopo che la Papua Occidentale si dichiarò indipendente nel dicembre del 1961, Sukarno ordinò mwcadelle incursioni nell'mwcqIrian Occidentale (mwcgNuova Guinea Olandese). Ci fu un ulteriore tentativo di assassinio quando visitò mwcwSulawesi nel 1962.
L'Irian Occidentale venne portato sotto l'autorità indonesiana nel maggio mwdq1963 in base a quanto previsto dal Piano Bunker. Nel luglio dello stesso anno Sukarno si fece proclamare mwdwpresidente a vita.
Sukarno si oppose anche alla mweqFederazione Malese appoggiata dai britannici, sostenendo che era un piano neocoloniale per portare avanti gli interessi del mwegRegno Unito. Nonostante le sue aperture politiche, lo Stato di Malesia venne proclamato nel settembre 1963. Questo portò al mwewconfronto tra Indonesia e Malaysia (mwfaKonfrontasi) e alla fine del restante appoggio militare statunitense all'Indonesia. Sukarno ritirò l'Indonesia dal mwfqConsiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nel mwfg1965 e la Malesia ne prese il posto. Sukarno diveniva però sempre più ammalato e crollò in pubblico il 9 agosto 1965. Gli venne diagnosticata in segreto una malattia renale.
La destituzione e la morte
La mattina del 1º ottobre 1965 alcune delle guardie personali di Sukarno lo rapirono e assassinarono sei generali, nel tentativo di fare un mwgggolpe. Il generale mwgwSuharto, col pretesto di riportare l'ordine, diede l'avvio a una mwhacampagna repressiva anticomunista a livello nazionale dei sospetti comunisti, gran parte dei quali erano contadini. Gli omicidi si concentrarono a Sumatra, Giava Est e Bali. All'epoca in cui cessarono, nel 1966,cite-ref-2[2] si stima che 3 milioni d'indonesiani erano stati massacrati dai soldati, polizia e mwiqvigilantes pro-Suharto. Anche i cinesi etnici vennero presi di mira, principalmente per motivi economici e razziali. Un rapporto ufficiale della mwigCIA chiamò la purga «uno dei peggiori omicidi di massa del XX secolo».cite-ref-3[3]
La presa sul potere di Sukarno venne indebolita nella crisi, e alla fine il generale mwkaSuharto costrinse Sukarno a cedere il mwkqpotere esecutivo l'11 marzo 1966. Sukarno venne spogliato della carica presidenziale dal parlamento provvisorio indonesiano il 12 marzo 1967 e rimase agli mwkgarresti domiciliari fino alla sua morte, avvenuta a sessantanove anni, nel 1970 a mwkwGiacarta.
Le ipotesi sul rovesciamento
Ci sono molte speculazioni su chi innescò la crisi che portò alla rimozione di Sukarno. Mentre la versione ufficiale militare sostiene che il mwlgPartito Comunista Indonesiano (PKI) ordinò l'uccisione dei sei generali, altri incolpano Sukarno, ed altri ancora credono che Suharto orchestrò gli assassinii per eliminare i potenziali rivali alla presidenza. Esiste anche una versione secondo cui Sukarno venne rovesciato dagli mwlwStati Uniti a causa del suo percepito mwmacomunismo e dei legami con mwmqCina e mwmgUnione Sovietica.cite-ref-4[4]cite-ref-5[5]
Onorificenze
Onorificenze indonesiane
Cavaliere di I Classe dell'Ordine della Stella della Repubblica d'Indonesia
—
1959
Onorificenze straniere
Premio Lenin per la Pace (URSS)
—
1960
Medaglia commemorativa per il 2500º anniversario dell'impero persiano
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14 ottobre
1971
Consigliere Supremo dell'Ordine del Baobab (Sudafrica)
«Per l'eccezionale contributo alla lotta contro il colonialismo e alla fondazione del movimento dei non allineati.»
—
26 aprile
2005
, postumo
Ordine dei Compagni di O.R. Tambo in Oro (Sudafrica)
«Per il suo eccezionale contributo alla lotta contro il colonialismo e alla fondazione del movimento dei non allineati.»
—
26 aprile
2005
, postumo
Note
cite-note-11. ↑ Traslitterazione olandese.
cite-note-22. ↑ mwvamwvqmwvgPressenza, su mwvwpressenza.com.
cite-note-33. ↑ U.S. Central Intelligence Agency, mwwwResearch Study: Indonesia—The Coup that Backfired, 1968, p. 71n.
cite-note-44. ↑ Vincent Bevins,mwxwThe Jakarta method. Washington's anticommunist crusade and the mass murder program that shaped our world, 2020, PubblicAffairs
cite-note-55. ↑ mwywmwzaossin.org, mwzqhttp://www.ossin.org/rubriche/19-inchieste/1396-il-massacro-dei-comunisti-indonesiani-del-1965mwzg Titolo mancante per url mwzwurl (aiuto).
cite-note-61. mw1qmw1gmw1wSito web della Presidenza della Repubblica: dettaglio decorato., su mw2athepresidency.gov.za mw2q(archiviato dall'mw2gurl originale il 10 novembre 2014).
cite-note-72. mw3gmw3wmw4aSito web della Presidenza della Repubblica: dettaglio decorato., su mw4qthepresidency.gov.za mw4g(archiviato dall'mw4wurl originale il 12 novembre 2014).
Bibliografia
• Smith, Roger M (ed). mw5wSoutheast Asia. Documents of Political Development and Change, Ithaca and London, 1974, pp. 174–183.
• Robert Cribb, mw6qNation: Making Indonesia, in Donald K. Emmerson (ed.), mw6gIndonesia Beyond Suharto: Polity, Economy, Society, Transition, Armonk, New York, M.E. Sharpe, 1999, pp. 3–38
• Herbert Feith, Dynamics of Guided Democracy, Indonesia. Ruth T. McVey (ed.). New Haven, Conn.: Southeast Asia Studies, Yale University, by arrangement with HRAF Press, 1963, 309-409.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itSukarno, Akmed, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaGiorgio Borsa, SUKARNO, Akmed, in Enciclopedia Italiana, IV Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1981.
• citerefdizionario-di-storiaSukarno, Akmed, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itSukarno, Akmed, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Willard A. Hanna, Sukarno, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefopen-library(EN) Opere di Sukarno, su Open Library, Internet Archive.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Sukarno, su Open Library, Internet Archive.
• citerefgoodreads(EN) Sukarno (autore), su Goodreads.
• citerefgoodreads(EN) Sukarno (personaggio), su Goodreads.
• (EN) Sukarno, su IMDb, IMDb.com.